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SignDesign è stata selezionata come membro della commissione di selezione dei progetti di Lazio Creativo per il 2018 nella sezione “pubblicità e comunicazione visiva”. Questa la presentazione dei lavori.

Comunicazione visiva e pubblicità, da un lato connesse dall’altro tanto differenti. La prima è spesso confusa con l’arte, la seconda non passa necessariamente per la comunicazione visiva. Tutte e due però pendono dalla creatività. Ma se vogliamo vedere connessi questi tre concetti dobbiamo per forza circoscriverli. Il creativo che si occupa di comunicazione ha un preciso ruolo sul mercato: non deve esprimere se stesso ma il motivo per cui viene incaricato da qualcuno a trovare un messaggio. E nessuno riconosce merito ad un creativo se non quando fa in modo che il messaggio che va comunicato è compreso da tutto il target allo stesso modo.

La comunicazione è uno strumento per fare mercato, per questo una delle regole della nostra agenzia è che nella comunicazione nessun creativo può permettersi di fare arte. In una pubblicità non può succedere quello che succede con il volto della Gioconda: per qualcuno ride, per altri è malinconica, per altri ancora addirittura erotica. Nella comunicazione diretta al mercato se un visual ride, ride per tutti; se un copy è ironico, lo è per tutti.

Così nel branding. Posizionamento, reputazione, linguaggio devono essere compresi da tutti coloro che devono recepirlo allo stesso modo.
Non è creativo chi comunica in maniera inusuale, piuttosto chi lo fa con tanta competenza così come la creatività non è un modo strano di dire le cose, ma un modo ragionato che percorre direzioni strategiche. Oggi tutti siamo testimonial di noi stessi, tutti possiamo governare media potenti con i quali parlare di noi, ma non tutti siamo comunicatori. Per esserlo bisogna dimenticare se stessi e trovare un messaggio chiaro per chi ci ascolta, stare a delle regole. È questo l’esercizio che la creatività deve fare, è questa la via per il pensiero laterale di oggi. Esprimere se stessi non vale.

 

[Pubblicato sul volume Lazio Creativo 2018]

La comunicazione è davvero utile
o è una perdita di energie?

A CHE SERVE COMUNICARE CON GLI ARCHITETTI

Comunicare con gli architetti è sempre servito per far conoscere soluzioni e prodotti. Ma bisogna ammettere che venditori, rappresentanti, testimonial ed evangelist non sono più le figure riconosciute. Il messaggio non può passare solo attraverso aspetti economici, trattamenti riservati e consegne preferenziali.  E non basta l’incontro tradizionale con la direzione marketing o la consueta visita in azienda per costruire un rapporto che si riferisca al mercato attuale.
Anche qui ritorna il concetto di valore di marca: se un architetto conosce questo aspetto, riceve la garanzia di ottenere soluzioni adeguate da quella marca. Come fare per comunicare questi dati ai progettisti? Bisogna strutturare progetti di comunicazione ad hoc e mirati a coinvolgere il loro ruolo.
Un’architetto – ed in genere un professionista – è più disponibile all’ascolto delle sue marche di riferimento, tanto più se da esse riceve qualcosa.

Il progetto di strategia e comunicazione
SignDesign

SIGNDESIGN, UNA MEDIAZIONE

Sembra un gioco, ma esattamente come un cliente cerca una mediazione con un’azienda incaricando un architetto, così esso farà parlando con le marche. L’obiettivo di avere un network di riferimento impone di non esporsi mai con nessuno se non negli atti esecutivi. È per questo che ogni professionista vede l’intermediario come la figura che stringe rapporti, senza impegno, con la maggior parte delle realtà che lo interessano in termini di fornitori.
SignDesign ha costruito il suo ruolo portando architetti alle aziende e aziende agli architetti, per naturale evoluzione delle competenze sulla comunicazione strategica e creativa. Li ha studiati, contattati e comunicati per capire le reali possibilità di connessione. SignDesign parla il loro linguaggio e gestisce una comunicazione adeguata e coerente al rapporto che i progettisti vogliono instaurare con le aziende.

L’INIZIO DEL PROGETTO

SignDesign ha fatto un percorso ben preciso: è partito da un proprio progetto editoriale per costruire una cassaforte di contatti che sapeva essere preziosi già da tempo. Ha contattato, recensito e promosso un gran numero di studi di architettura e di design con il fine di costruire con loro una relazione che portasse a conoscere i loro progetti, le aspettative, il loro contributo al mercato, il linguaggio con il quale confrontarsi.

IL PROGETTO SIGNDESIGN

Il progetto non esiste, esistono piuttosto tanti progetti.

  1. SignDesign entra in azienda, condivide tutte le informazioni necessarie, cerca di capire obiettivi di posizionamento, reputazione, marketing e strategia commerciale.
  2. Stabilisce il messaggio dell’intero piano di comunicazione insieme all’azienda.
  3. Cerca l’idea e ne costruisce i profili.
  4. Dal messaggio passa al layout del progetto che vede sempre la definizione di un ruolo nel progetto sia del brand sia degli architetti e designer.
  5. Ne parla con l’azienda, affina, ottimizza e pianifica le azioni.
  6. Agisce.
SIGNDESIGN A CHI RIESCE A PARLARE?

Architetti e designer. SignDesign li conosce, li sa valutare, li distingue per tipologia di progetto, realizzazioni, focus di interesse, possibilità reali. Residenziali, grandi opere, retail, interior e così via. Non tutti i contatti sono adatti a tutte le aziende proprio perché ogni brand ha plus differenti.
Fanno parte del network SignDesign quasi 2.000 studi accuratamente selezionati e diffusi sul territorio nazionale e oltre 4.000 singoli professionisti.